Il 15 dicembre alla Scala  inizia l’era Dominique Meyer.

Sovrintendente designato –  Per due mesi e mezzo, da metà dicembre, Dominique Meyer sarà sovrintendente designato della Scala. Sarà sovrintendente a pieno titolo  dal primo marzo. Così ha deciso il cda del 30 settembre.  Anche Meyer era in teatro, lo ha lasciato nel pomeriggio a passo svelto, con trolley al seguito, diretto in aeroporto. La sera prima era al concerto della Filarmonica della Scala, mentre al mattino ha incontrato il direttore musicale Riccardo Chailly. «Con Chailly mi sono sentito in continuazione al telefono – assicura il manager – però stamani abbiamo fatto una riunione, guardando i progetti e le cose in sospeso. Ho visto anche il direttore Generale Di Freda e Alexander (Pereira)». Prima impressione? «È meraviglioso, molto emozionante. Mi hanno già dato la tessera per entrare e uscire dal teatro. Ho un mio ufficio, anche se sono stato poco in questi due giorni». Quando tornerà? «Presto».

Chiusura rapporto Pereira – Ieri il cda ha ratificato la chiusura di rapporto dell’attuale sovrintendente Pereira che il 15 dicembre lascia Milano per Firenze. Tra l’uscita di scena di Pereira e l’ingresso di Meyer (1 marzo), il presidente del cda Beppe Sala assicura che «tra i miei poteri e quelli del direttore generale contiamo di gestire questa transizione. È chiaro che Meyer, che rimarrà sovrintendente a Vienna, una mano potrà darla. Si occuperà delle questioni più artistiche: sarà lui a trovare il sostituto del cantante ammalato, per esempio. E per questo è stato approntato un contratto di due mesi e mezzo da sovrintendente designato». Lo stipendio? «Adesso vedremo. Siamo allineati alle tabelle». Sala taglia corto anticipando che «non sono previsti aumenti» e dunque lo stipendio sarà di 240mila euro, come l’attuale.

Progetti Pereira – Che ne sarà dei progetti con il marchio Pereira? Per esempio della collaborazione dell’Accademia della Scala con l’Arabia Saudita? Sebbene il cda dell’Accademia sia diverso da quello della Scala, Pereira non potrà più esserne il presidente, lo dice lo Statuto. Gli subentrerà Meyer? «Non sento di escluderlo – continua il sindaco – Originariamente i due ruoli erano separati, ma Pereira aveva chiesto di riassumerli. A questo punto rifletteremo se sarà Meyer o no, dipende anche dalle altre possibilità». In generale, «se i progetti diventano ad personam, possono esserci problemi». E tanti progetti-Pereira (Arabia, Festival di Pavia, progetto barocco) sono ad personam.

Direttore artistico? – Quanto alla questione del direttore artistico da affiancare al sovrintendente, una diarchia che alla Scala manca da 15 anni, il cda insiste nel richiederlo e vuole che sia italiano. Ma trattasi di un cda in scadenza, chiude a febbraio.

 

Diaria & sindacati – È stato affrontato il nodo della diaria del personale scaligero in tournée all’estero sollevato con il viaggio in Cina quando i dipendenti avrebbero chiesto una maggiorazione di 30 euro netti della diaria attuale che è di 67 euro netti al giorno. «Le diarie all’estero sono palesemente insufficienti per garantire un dignitoso vitto e alloggio, ma ci sono vincoli di legge. Chiederò al ministro Franceschini di verificare se già in questa finanziaria si può derogare alle tabelle. Il problema sta esplodendo poiché adesso vitto e alloggio, in Cina per esempio, è molto oneroso. Quindi o rinunci ad andarci oppure metti in difficoltà chi ci va».

L’ultimo Cda – L’ultimo  Cda – del 28 giugno – aveva stabilito l’ingresso del nuovo sovrintendente Dominique Meyer e l’uscita (nel 2021) dell’attuale, Alexander Pereira. Un’uscita che Pereira ha poi anticipato accettando la dirigenza del  dove s’è presentato,  dieci giorni fa, forte di un contratto quinquennale che parte il 15 dicembre ed è stato convalidato dal Ministero della Cultura Dario Franceschini.

Progetti Pereira – Rimane aperta la questione dei progetti messi a punto da Pereira, quelli che il sindaco Sala ha definito “ad personam”.  A partire  dalla collaborazione dell’Accademia della Scala con l’Arabia Saudita. Si proseguirà? In questi giorni, i ragazzi dell’Accademia sono all’Ithra Theater di Dhahran, in Arabia Saudita, con Rigoletto.   C’era, poi, un progetto triennale di musica barocca da condividersi con Cecilia Bartoli, teatri italiani e il Festival Salisburgo. Bartoli s’è sfilata in giugno, già sappiamo. Tutto il resto salta in toto? Sarà un progetto esclusivamente  milanese? E ancora. Il festival di musica sacra di Pavia, alla sua seconda edizione: morirà? L’eredità Pereira  – gli acerrimi detrattori lo ammettono almeno fra sé e sé? – è consistente. Cosa rimarrà? 

Il 5 settembre, il sindaco Beppe Sala aveva  incontrato i due manager per definire tempi e modi del passaggio di consegne. La notizia che la  fase di transizione sarebbe stata affidata a Sala &  Di Freda allarmò  i sindacati:  “Il teatro può andare avanti da solo per tre mesi, ma non è così semplice come pensa il sindaco” fece sapere la  Cgil.

 

Il 28 giugno, il cda della Scala aveva individuato in Dominique Meyer il successore di Pereira, era stato pianificato un anno di compresenza dei due manager a partire dal giugno 2020, con un’uscita morbida di Pereira prolungandone il contratto di 15 mesi. Briciole considerato che Pereira puntava al rinnovo dell’intero mandato, ma la faccenda è nota, poiché non era unanimemente amato (per usare un eufemismo) dal cda scaligero, è stato colto ogni pretesto per disarcionarlo. Operazione riuscita.