Il Teatro alla Scala torna a produrre l’opera, quella ortodossa ovvero con regia, scene e costumi. Riparte con Così fan tutte di Mozart e Da Ponte, in onda sabato 23 gennaio.

Per i teatri italiani rimane aperta la riflessione sulla sostenibilità economica del produrre in queste condizioni: settimane di prove, decine di professionisti impegnati per l’esecuzione di un solo giorno, botteghino all’asciutto. Gli artisti ospiti vengono pagati a recita –  le prove non vengono conteggiate nel bonifico finale – e considerando che con lo streaming si va in scena una sola volta: quanto finisce nelle tasche dell’artista? Poco. Intuiamo la ragione – comprensibilissima – di alcune defezioni.

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E’ dal 28 dicembre che al Piermarini si sta lavorando al Così fan tutte nella rodata edizione Hampe-Pagano, un caposaldo della Scala dove vi debuttò nel 1983 con la direzione di Riccardo Muti. La ripresa è curata da Lorenza Cantini. Una  delizia per gli occhi con quel tocco di mare partenopeo e costumi  della migliore tradizione italiana. Non dirige l’atteso Tony Pappano, risiede a Londra, dunque avrebbe dovuto fare i conti con l’ultima ferrea ordinanza che impone – tra l’altro – 14 giorni di isolamento. Vedremo sul podio Giovanni Antonini il creatore dell’ensemble Giardino Armonico e dunque in confidenza con il repertorio di Sei, Sette e primi Ottocento. Nel cast, Eleonora Buratto, il soprano che nella serata del 7 dicembre ha  offerto una delle più interessanti prestazioni in assoluto, quindi Emily d’Angelo, Bogdan Volkov, Alessio Arduini, Pietro Spagnoli. E nei panni di Despina, Federica Guida: 24 anni, alla ribalta sull’onda dei picchettati e acrobazie dell’aria della Regina della Notte. Orchestra come l’abbiamo vista in queste settimane, quindi in platea, con mascherine. Per distanziare i cantanti è presto fatto: sono sei. Copione da pandemia, dunque. 

Operazioni che sono una militanza che ora gode anche del sostegno governativo: sono già stati assicurati ai beneficiari del Fus (Fondo Unico Spettacolo) i contributi del 2019 tra l’altro maggiorati per chi produce in streaming. Questa la strada percorsa da tanta Europa. Il Met di New York, teatro d’opera che per numeri ed esposizione mediatica è il riferimento assoluto (a partire dal valore di una critica sul New York Times)  pare che tornerà attivo non prima di settembre. Questa la strada percorsa negli Usa di Trump e anche Biden. 

Il gennaio scaligero – sempre in streaming – si è aperto  con il recital del baritono Markus Werba e  Michela Gamba al pianoforte, impegnati in Lieder di Schumann: appuntamento il 4, ore 20. Abbiamo visto Michele Gamba sul podio della Scala il 7 dicembre per il repertorio di ballo, si tratta infatti di un direttore alla Tony Pappano o alla Riccardo Muti, familiare col pianoforte che è poi il punto di partenza per il lavoro con e sulle voci. Per inciso, Gamba sta lavorando al teatro di Firenze in Linda di Chamonix. 

Il 9 gennaio sul podio dell’Orchestra della Scala ci sarà Lorenzo Viotti, 30 anni, svizzero e a breve alla direzione dell’Opera di Amsterdam. Sui leggii, la Terza di Brahms e la Settima di Dvořák.

Il 6 gennaio (ore 11) mattinata per bimbi, si trasmette la fiaba musicale di Poulenc “Storia di Babar piccolo elefante” e la Sinfonia giovanile  K 201 di Mozart. Dirige la coreana Eun Sun Kim, dal prossimo agosto alla guida dell’Opera di San Francisco. Il 15 gennaio torna anche la musica contemporanea con Carlo Boccadoro che dirige se stesso, Castiglioni, Glass, Maderna, Montalbetti, Boccadoro, Pärt, Reich.