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Oltre la metà degli agrumi d’Italia nasce in Sicilia

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Oltre la metà degli agrumi d’Italia – arance, limoni, pompelmi, bergamotti – viene prodotto in Sicilia, la vetta dell’agrumicoltura nazionale, con primato assoluto per le arance. L’isola conta 56 mila ettari di aranceti, pari a due terzi della superficie nazionale, 4.700 ettari di mandarini, 2.200 di clementine e oltre 23 mila ettari di limoni.

Numeri che si inseriscono in un contesto nazionale di 3,2 milioni di tonnellate di agrumi per un valore di 1.800 milioni di euro, a conferma del ruolo dell’Italia come uno dei principali produttori di agrumi in Europa.

I poeti e romanzieri di questa terra, sì vocata al racconto, ci spingono oltre lo steccato dei numeri e delle statistiche. I  limoni diventano il “respiro della terra”, vita che nasce dal sole e sensualità mediterranea, come scrive Salvatore Quasimodo; gli aranci “maturano d’inverno come globi d’oro tra le foglie verdi”, ricorda Giovanni Verga. Profumi e colori che definiscono l’identità culturale dell’isola, intrecciandosi col PIL e raccontando il legame profondo tra territorio e persone. L’agrumicoltura è così non solo una delle locomotive dell’economia agricola regionale, ma anche simbolo di calore e luce mediterranea, evocatrice di paesaggi, storie familiari e memorie di infanzia. 

Distretti e produzioni

La Sicilia si distingue per varietà e aree di eccellenza. Catania e dintorni per l’arancia rossa IGP, caratterizzata da dolcezza e colore intenso; Messina e Milazzo per i limoni Femminello, dalle note aromatiche inconfondibili; Agrigento per le arance bionde e rosse, coltivate in ampie distese baciate dal sole; Marsala per i mandarini, piccoli e profumati. Tra le punte del distretto c’è Siracusa, con arance e limoni che finiscono per indorare le viuzze di Ortigia, custode della storia più antica della città. Proprio qui si è svolto l’ultimo G7 Agricoltura e Pesca, al Castello Maniace a picco sul mare, con giornate culminate negli spettacoli al Teatro Greco. Qui l’INDA mette in scena da oltre un secolo spettacoli classici, con l’ultima edizione seguita da 172 mila spettatori in due mesi e ricavi per 5,3 milioni: inezie rispetto ai 40milioni di indotto generato. La presenza di turisti culturali, i più propensi a spendere, dimostra come cultura e agricoltura possano valorizzarsi a vicenda. In fondo, in Sicilia, il sacro e il quotidiano si toccano. Così lo spettacolo (pur tragico) di Alceste, I Persiani o Antigone – attesi da maggio – come da copione faranno tutt’uno con lo spettacolo dei furgoncini che tra le vie d’Ortigia spalancano gli sportelloni: e giù limoni e arance. Attorno, i turisti inebriati.

Sfide climatiche e innovazione

Il cambiamento climatico incombe: piogge scarse e temperature in aumento rischiano di trasformare il 70% del territorio siciliano in deserto entro il 2030. Tra il 2022 e il 2024, la riduzione delle forniture idriche è passata dal 10% al 45% in 105 comuni. Se non “la”, di sicuro “una” risposta arriva dal progetto I.D.R.O. (Irrigazione, Depurazione, Recupero, Opportunità), promosso dal Distretto Produttivo Agrumi di Sicilia con l’Università di Catania e Coca-Cola Italia. Obiettivo: sviluppare tecniche di desalinizzazione e depurazione delle acque di falda, con irrigazione mirata tramite droni che individuano le zone più bisognose in tempo reale.

L’innovazione non si ferma agli agrumi. Le pedemontane dell’Etna e la costa tirrenica stanno ospitando sempre di più mango e avocado, Ragusa la papaya, Messina il litchi. Coltivazioni esotiche che stanno aprendo nuove prospettive di mercato, diversificando le produzioni e stimolando la sperimentazione agronomica. Anche la scelta dei terreni, la rotazione delle colture e l’uso mirato delle risorse idriche diventano strumenti strategici per garantire produttività e tutela ambientale.

Oltre il fresco: valore aggiunto e internazionalizzazione

La concorrenza internazionale, da Spagna, Africa e Turchia, è forte, ma le produzioni siciliane mantengono un vantaggio in termini di qualità e identità territoriale, grazie a varietà protette, metodi di coltivazione certificati e attenzione all’eccellenza organolettica.

E soprattutto, si è venuta a creare una filiera che ha la sua testa nella frutta fresca e approdo in conserve, marmellate, succhi e derivati. Ne sono esempio Agrisicilia, attiva dal 1990 e un fatturato di circa 15 milioni di euro,  produce marmellate partendo da agrumi freschi. La “mondatura” viene praticata a mano così da selezionare gli agrumi più pregiati. L’azienda collabora con i Consorzi degli Agrumi di Sicilia producendo Marmellata di Arancia Rossa di Sicilia IGP, preparata con le arance Moro, Tarocco e Sanguinello, Marmellata di Arance di Ribera DOP, Marmellata di Limoni di Siracusa IGP, prodotte con limoni Femminello.

Oranfrizer, nella Piana di Catania, conta oltre 500 dipendenti tra fissi e stagionali, investimenti costanti in varietà e innovazione, e un fatturato superiore ai 50 milioni di euro. Il core business è l’arancia rossa, fresca e spremuta, diffusa nei mercati ortofrutticoli del mondo.

Canditfrucht S.p.A., con sede a Barcellona Pozzo di Gotto (Messina), è specializzata nella produzione di frutta candita, succhi, oli essenziali e derivati. L’azienda, che conta  69 dipendenti, esporta  verso mercati internazionali di più continenti, combina tradizione artigianale e innovazione tecnologica nella lavorazione della frutta.

O.P. La Deliziosa Società Cooperativa Agricola, con sede a Biancavilla, alle pendici dell’Etna, unisce oltre cento produttori locali, coltivando circa 1.600 ettari di terreni tra agrumi, fichidindia e ortaggi. Nel 2024 ha registrato un fatturato di circa 37,8 milioni di euro, con un utile netto di 162 euro. L’azienda – che impiega 173 dipendenti – si distingue per l’adozione di pratiche agricole sostenibili e per la valorizzazione delle eccellenze locali. O.P. La Deliziosa rappresenta un modello di cooperazione e innovazione nel settore agroalimentare siciliano.

Agrumaria Corleone S.p.A., con sede a Palermo e un fatturato che sfiora i 30milioni, venne fondata nel 1890 da Salvatore Corleone, bisnonno degli attuali proprietari: tra i pionieri dell’attività agrumaria in Sicilia. Produce succhi naturali, succhi concentrati e oli essenziali, estratti da limoni, arance, mandarini, bergamotto, uva e altri frutti. Gestisce l’intera filiera, partendo dalla seleziona dei migliori frutti fino alla distribuzione nazionale e internazionale.

Anna Franini
Anna Franini
Anna Franini, giornalista di Forbes e il Giornale. Scrive storie di Leadership, Imprenditoria, Innovazione. Intervista fondatori di aziende miliardarie, Premi Nobel, Breakthrough, Academy Awards, Pulitzer, Pritzker.
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