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9,5ml di euro da privati per il Teatro di Bergamo

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A Bergamo e Brescia, capitali italiane della cultura 2023, la cultura non solo sta ripartendo: lo fa col botto. Il 19 novembre a Bergamo si inaugura il Teatro Donizetti dopo due anni e mezzo di restauro: realizzato per il 50%  grazie a donazioni private pari a 9.424.914 milioni. Nonostante la frenata dell’economia italiana, qui i capitani d’azienda continuano a sostenere quanto ruota attorno al nome del compositore Donizetti, con un parco donors che s’è allargato anche durante i mesi dell’ecatombe. 

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Il 20 novembre Brescia festeggia il ritorno della Vittoria Alata, fra le più straordinarie statue d’epoca romana, anch’essa  fresca di restauro. E’ la statua in bronzo, simbolo della città,  amata da Giosuè Carducci che la celebrò nell’ode Alla Vittoria e ammirata da Gabriele d’Annunzio e da Napoleone III che ottennero una copia. Il ritorno contribuisce a dare linfa al palinsesto di eventi espositivi del Museo di Santa Giulia e Capitolium, non mancano allestimenti griffati: da Juan Navarro Baldeweg a Francesco Vezzoli. 

Nel frattempo in questi giorni scorrono i concerti del Festival pianistico di Brescia e Bergamo,  la manifestazione che da 57 anni è una seconda pelle dei due centri lombardi e, ancora prima, una vetrina del meglio del pianismo internazionale, conclamato ma anche da far conoscere. I Trifonov non ancora Trifonov, per citare il numero uno del settore, sono sempre passati da qui in tempi non sospetti.  Nella versione-pandemia, il Festival è  stato concentrato in 18 giorni fra il teatro Sociale di Bergamo e l’omonimo di Brescia, storiche sale di musica da camera e chiese. Si chiude  l’11, nella chiesa di Santa Maria del Carmine di Brescia con  la Quarta Sinfonia di Mahler e la Filarmonica del Festival diretta da Pier Carlo Orizio e il mezzosoprano Annalisa Stroppa. Mentre il 12 ottobre, nella  sala Piatti di Bergamo, intervengono i migliori allievi del conservatorio cittadino, a loro è affidato il congedo di un Festival che ha affiancato pagine di  Beethoven e Schubert secondo la lettura di autorevoli pianisti italiani come Giuseppe Albanese, Maurizio Baglini, Federico Colli, Roberto Cominati, Filippo Gorini, Alexander Lonquich (tedesco da anni in Italia), Alessandro Taverna e il russo Boris Petrushnsky. Pubblico contingentato,  con sale accessibili a  250 persone al massimo, e con più millenials delle edizioni precedenti. 

I ricavi di biglietteria (pari a 330mila euro nelle ultime edizioni) sono sempre stati la prima voce del bilancio del Festival,  le incognite poste dal Covid creano dunque non poche ansie nella progettazione dell’edizione del 2021. S’aggiunge l’incognita del Fus (Fondo Unico per lo Spettacolo) poiché è confermata l’80% della quota dell’anno precedente, ma non sono ancora chiari i criteri di attribuzione del restante 20%: un limbo in cui si muove un po’ tutto lo spettacolo dal vivo nel Paese dei proclami, annunci. E smentite. 

Anna Franini
Anna Franini, giornalista di Forbes e il Giornale. Scrive storie di Leadership, Imprenditoria, Innovazione. Intervista fondatori di aziende miliardarie, Premi Nobel, Breakthrough, Academy Awards, Pulitzer, Pritzker.
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