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Con Federico MARCHETTI l’artigianato è 4.0

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“I produttori e gli artigiani che in tutti questi anni hanno sostenuto, con abilità e competenza,  le nostre case di moda di lusso stanno gradualmente scomparendo”.


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“Si rischia di non avere più un cambio generazionale. Dobbiamo investire in nuove tecnologie capaci di attirare nuovi talenti e dotare i nostri artigiani degli strumenti di cui hanno bisogno per avere successo nel mondo contemporaneo. Si tratta di portare questa antica professione nel mondo moderno”.

Così Federico Marchetti, presidente di YOOX Net-A-Porter (Ynap), leader globale del lusso e moda online. 

Marchetti è una delle punte del digitale tricolore, unico italiano nei forum della Silicon. Del resto, è l’inventore, imprenditore e innovatore digitale che nel 2000 creò – da zero – Yoox, poi fusosi con l’altro colosso inglese del lusso online Net-A-Porter, e dal 2017 in Richemont. L’imprenditore non ha dubbi:

L’Italia può guidare l’ evoluzione degli artigiani di ultima generazione grazie alle diverse attività di ricerca e sviluppo”. E menziona la collaborazione con l’Università di Modena e Reggio Emilia per il lancio di un laboratorio dedicato all’impiego dell’intelligenza artificiale e computer vision nel campo della moda. “La ricerca visiva e il miglioramento delle tecnologie legate al virtual fitting sono l’obiettivo iniziale, ma nei prossimi anni la nostra attenzione si estenderà. Il lavoro è guidato dalla professoressa Rita Cucchiara, direttrice del Laboratorio Nazionale di AI e Intelligent Systems”. E aggiunge: “ci terrei che la menzionasse”.

In novembre, Ynap ha lanciato l’operazione The Modern Artisan in collaborazione con la Fondazione del Principe Carlo d’Inghilterra. E così, nel circuito dei 4.3 milioni di clienti Ynap è finita una collezione di lusso, sostenibile, disegnata da studenti del Politecnico di Milano e realizzata da artigiani nel Regno Unito. Strano il gioco delle parti nel senso che la squadra italiana si è occupata della creazione e  quella inglese dell’aspetto sartoriale-artigianale. “E’ molto più tipico che le collezioni di moda siano progettate a Londra e  Made in Italy. Abbiamo capovolto la consuetudine perché nel Regno Unito c’è un problema ed è fondamentale investire nella prossima generazione di produttori britannici. Con queste premesse, ci siamo riproposti di stimolare l’interesse per la capacità artigianale britannica e promuovere la ricchezza di talenti emergenti nel design che vediamo oggi in Italia”.

Il progetto nasce dall’asse Marchetti-Principe Carlo che – racconta Marchetti che ha da poco lasciato  il testimone a Geoffroy Lefebvre come CEO di Ynap – “nel 2018 è venuto a visitare il nostro tech hub a Londra,  centro di innovazione con programmatori, ingegneri e data scientist. Abbiamo parlato di tecnologia e innovazione, trovando un terreno comune su molti argomenti ma soprattutto abbiamo discusso di sostenibilità, settore in cui il Principe è un campione da oltre cinquant’anni,  già nel 1969, l’anno in cui sono nato, parlava degli effetti della plastica. Ci siamo confrontati sulla moda e il lusso sostenibile, sulla necessità di creare pezzi di qualità che durino nel tempo riducendo gli sprechi. Il vero significato del lusso è quello di passare gli oggetti di generazione in generazione. Il Principe Carlo mi ha quindi invitato a Dumfries House per vedere il meraviglioso lavoro che stanno facendo con la comunità locale, specialmente tra i giovani. La sostenibilità e l’educazione dei giovani sono due pilastri di YOOX NET-A-PORTER GROUP, quindi ho sentito che c’era una vera sinergia tra i nostri obiettivi. Tutto il lavoro della Prince’s Foundation è incentrato sul concetto del rispetto del passato e  costruzione del futuro, che ha un profondo significato anche per me. A seguito di questo viaggio ho iniziato a sognare di costruire un progetto insieme, che alla fine è diventato The Modern Artisan”.

Marchetti è stato un pioniere del lusso online ma ha sempre creduto “nella necessità di un equilibrio tra mondo digitale e mondo fisico, tra tecnologia e creatività umana. Il lusso è emozione, creatività e bellezza mentre l’elemento tecnologico è  precisione,  dettagli e  potenza: entrambi sono fondamentali per il futuro e dobbiamo fare scelte consapevoli per trovare il perfetto equilibrio. Questo è ciò che abbiamo insegnato ai nostri artigiani moderni, insieme all’importanza di garantire che la collezione sia fatta per durare nel tempo, un aspetto essenziale per noi: connettere le persone con la gioia del lusso e della moda che dura una vita e oltre. Il design di ogni capo è stato guidato dai dati provenienti da tutto il nostro Gruppo, abbiamo analizzato le tendenze dei clienti per essere certi di produrre capi che avrebbero usato negli anni a venire e magari passarli di generazione in generazione. A queste competenze basate sui dati abbiamo associato una produzione sostenibile di fascia alta, utilizzando materiali naturali mono-fibra che durano nel tempo. E grazie alla tecnologia i nostri clienti possono prendersi cura dei propri capi: ogni pezzo è dotato di un ID digitale che fornisce informazioni sul prodotto ma anche consigli dettagliati per la cura e la riparazione”.

Anna Franini
Anna Franini, giornalista di Forbes e il Giornale. Scrive storie di Leadership, Imprenditoria, Innovazione. Intervista fondatori di aziende miliardarie, Premi Nobel, Breakthrough, Academy Awards, Pulitzer, Pritzker.
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