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Gli Applausi che semplificano

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Applausi Milano è una piattaforma d’informazione sugli spettacoli di oltre 60 teatri di Milano con recensioni di spettatori e di critici, panoramica degli spettacoli e degli artisti più apprezzati dal pubblico, dettagli sulle proposte nuove per incoraggiarne la scoperta, con funzioni personalizzabili, in modo che ciascuno possa ricevere contenuti mirati e di suo interesse.

A idearla è stata Chiara Mignemi, classe 1991. Con la sua squadra, mette a sistema l’offerta culturale della città facendo open innovation per un segmento – quello della cultura – bisognoso di innovazione.

In questo articolo intervisto Mignemi che spiega punto per punto di cosa si tratta.

Qualche pillola

Cosa favorisce e cosa compromette la frequentazione dei teatri?
Si parte dalla difficoltà di accesso a informazioni complete, esaustive e facilmente reperibili su tutta la programmazione milanese. Vi sono poi alcuni critici, timidi o persino faziosi, che minano così l’autorevolezza dei loro colleghi. Non ultimo, un pregiudizio diffuso ritrae il teatro come impegno intellettuale piuttosto che come forma di intrattenimento, provocando un senso di inadeguatezza in coloro che non sono inclini ad apprezzare le proposte più ostiche.

Con l’obiettivo di porre lo spettatore al centro, facendone un protagonista. In che senso?
Anzitutto gli vengono fornite le informazioni di suo interesse, evitiamo i contenuti superflui che finirebbero per disorientarlo. Per orientarsi al meglio nella programmazione dei 60 teatri in homepage, gli utenti possono filtrare la ricerca tramite diverse chiavi, mentre gli spettacoli adatti ai bambini e ad un pubblico internazionale sono immediatamente segnalati tramite “etichette”. Ricerche nostre e altrui dimostrano che un passaparola entusiastico rimane lo strumento più efficace per invogliare le persone ad andare a teatro, gli spettatori sono invitati a lasciare giudizi e commenti sulla piattaforma. Si tratta di uno strumento orientativo prezioso per il pubblico ma, crediamo, anche per gli artisti: il nostro intento è quello di dar vita a un passaparola virtuale, che diverrà sempre più efficace man mano che si popolerà la nostra community.

L’utente può inoltre indicare i suoi artisti e spettacoli preferiti, ottenendo così che la piattaforma lo avvisi in automatico una settimana prima della loro presenza in scena. Questa funzionalità ci permette di pubblicare mensilmente una classifica degli artisti e delle opere più apprezzati, che risponde all’esigenza non secondaria di dare visibilità ai più meritevoli – che, come detto sopra, non è altrimenti garantita, specialmente per gli emergenti. Ci sono poi altre funzionalità che possono essere utili allo spettatore: la possibilità di invitare gli amici agli spettacoli di suo interesse tramite i più diffusi canali di comunicazione (via mail, Whatsapp, Messenger, Twitter, Telegram), di accedere a mappe con la localizzazione dei teatri, di usufruire di promozioni dedicate.

Sarebbe vitale che le istituzioni riconoscessero progetti come il vostro quali ingranaggi indispensabili del meccanismo di promozione culturale della città anche con sostegni concreti.
Per la verità la mia impresa sociale è nata nel 2022 grazie a un finanziamento ottenuto dal Comune a sostegno di una nostra iniziativa, tutt’ora in essere, che promuove strategie a favore dell’invecchiamento attivo; il problema è che le istituzioni pubbliche esigono di norma dai proponenti l’anticipazione delle spese – che vengono rimborsate solo a fine rendicontazione – e, per ragioni che personalmente avallo, quote di cofinanziamento: molti bandi sono dunque inaccessibili a chi ha buone proposte ma capitale ancora insufficiente. Per questo auspico che le istituzioni pubbliche si impegnino nel coinvolgere i privati nelle pratiche di responsabilità sociale e culturale e promuovano, tutelandolo e controllandolo, il dialogo tra realtà progettuali valide e possibili mecenati. Questo comporta naturalmente l’esigenza di un monitoraggio rigoroso dell’effettiva destinazione degli investimenti. C’è da ritenere, purtroppo, che le buone pratiche promosse dalle istituzioni non sempre vengano comunicate con efficienza; altrimenti non mi spiego perché non esistano più iniziative come “Una poltrona per te” – che mi ha permesso di andare gratuitamente a teatro fino ai 26 anni – e perché molti miei conoscenti ignorassero le straordinarie risorse offerte ai cittadini dal Sistema Bibliotecario di Milano.

Anna Franini
Anna Franini, giornalista di Forbes e il Giornale. Scrive storie di Leadership, Imprenditoria, Innovazione. Intervista fondatori di aziende miliardarie, Premi Nobel, Breakthrough, Academy Awards, Pulitzer, Pritzker.
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