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La Milano del futuro: tra MIND, startup e manifattura hi-tech

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Boccioni, Balla, Marinetti, i Futuristi che, con inni al progresso, cantarono la Milano delle sperimentazioni troverebbero pane per i loro denti nella Milano di questo nostro millennio, al primo quarto di cammino. Una metropoli che continua a crescere verso l’alto, tra grattacieli boscosi e architetture premiate, sospinta da innovazioni tecnologiche, dal ritmo dei cantieri, da un dinamismo che non ammette pause. Milano anche capitale degli apericena, da consumarsi prima che la notte si faccia  fonda: l’indomani si torna al lavoro, perché è lì che si gioca la vera partita del suo futuro.

In questo scenario ha preso forma un ecosistema urbano e metropolitano ad alta concentrazione tecnologica, che dal cuore della città si irradia verso Rho, Sesto San Giovanni, Bovisa. Tra gli apici, MIND  (Milano Innovation District), un distretto che rappresenta oggi il pilastro del digitale italiano, punto di convergenza di multinazionali, PMI innovative, startup deep tech e centri di ricerca universitari. A tal proposito è bene ricordare che Milano ospita otto atenei e un popolo di oltre 215 mila studenti, una comunità che ne fa la capitale della conoscenza e uno dei più grandi poli universitari d’Europa. La formazione ad alto contenuto tecnologico trova il suo baricentro nel Politecnico di Milano e nell’incubatore PoliHub.

MIND è la cittadella della scienza che sta prendendo forma nell’area di Expo2015, con focus sulle scienze informatiche e della vita. Accoglierà il nuovo campus scientifico dell’Università Statale, tra i primi inquilini si contano Human Technopole, IRCSS Galeazzi-Sant’Ambrogio, Fondazione Triulza, e i centri R&D di AstraZeneca, Valore Italia, Illumina. L’high tech è di casa alla Bicocca e Bovisa Tech, fucine di startup e spin-off accademici, c’è poi il Fintech District in via Sassetti, ecosistema che connette startup, imprenditori, investitori e istituzioni del digitale. E ancora, sono fiorite realtà di coworking e contaminazione creativa come BASE e Talent Garden fondato nel 2011 da Davide Dattoli, figura di spicco nell’ecosistema dell’innovazione e dell’imprenditoria digitale in Italia. A disegnare il perimetro del distretto tecnologico  di Porta Nuova, tra Piazza Gae Aulenti, Stazione Centrale, Repubblica e Garibaldi, concorrono multinazionali come il tridente Amazon, Google e Microsoft che qui hanno sede. A Milano operano IBM, Accenture, Avanade Italy, DXC Technology Italia. Fra le aziende tricolori, Reply, Nexi, FinecoBank, MutuiOnline, Digital Bros, Digital Value, SeSa, Wiit, Tinexta.

Cinque i settori che trainano la crescita. Software e cloud computing (dallo sviluppo alle infrastrutture, alla cybersecurity); intelligenza artificiale e big data, con applicazioni che vanno dalla sanità alla mobilità; fintech e insurtech, ambiti in cui Milano ospita il principale polo italiano con oltre 200 startup; e-commerce e digital marketing per un retail sempre più ibrido; smart city e IoT, con sperimentazioni su energia, mobilità intelligente, servizi urbani. Nella sola provincia di Milano operano oltre 15mila imprese ICT — circa il 25% del totale nazionale — per un totale di 150mila addetti. La crescita media annua del settore supera il 5%, spinta da startup, centri di ricerca e innovazione nei servizi. È un ecosistema fondato sul dialogo: università, imprese, venture capital e istituzioni pubbliche collaborano stabilmente. Eventi come Milano Digital Week, StartupItalia Open Summit e SMAU offrono piattaforme di connessione, mentre la presenza delle sedi italiane di Microsoft, Google, Amazon, IBM, Cisco, Oracle, Huawei, Accenture e Deloitte Digital alimenta una rete di competenze tra le più avanzate d’Europa. Vi sono realtà neonate ed altre di vecchia data che però hanno mutato pelle adeguandosi ai tempi. Smau, per esempio, nasceva nel 1964 come Salone Macchine e Attrezzature per l’Ufficio. All’epoca, l’innovazione significava soprattutto fax e i primi modelli di computer, oggi brilla tra gli eventi di riferimento per il mondo dell’innovazione, o meglio: è il più grande appuntamento in Italia dedicato all’incontro tra domanda e offerta di innovazione.

La spinta high-tech ha fatto sì che Milano sia diventata il perno della trasformazione della manifattura lombarda. Laboratori e startup dell’area milanese collaborano con i distretti produttivi lombardi, ma non solo: dalla Brianza a Como, Varese, Brescia passando dalla Bergamasca , con l’implementazione della robotica collaborativa, sistemi IoT per la gestione delle linee, algoritmi di manutenzione predittiva e prototipazione rapida in 3D. E sempre in tema di contaminazioni, e di piccoli giganti, ha mosso i primi passi Artigiani 4.0, il programma di accelerazione promosso da Regione Lombardia e realizzato da Upskill 4.0, società benefit fondata dall’economista Stefano Micelli. E così, nove imprese della moda e del design hanno sviluppato soluzioni hi-tech per rafforzare competenze interne, valorizzare i propri prodotti e comunicare in modo più efficace il sapere artigiano. In Brianza, un’azienda storica utilizza l’AI generativa per trasformare archivi e documenti tecnici in percorsi formativi interattivi, pensati per trasmettere ai giovani lavoratori l’heritage del marchio. A Meda, la realtà virtuale guida clienti e progettisti alla scoperta della struttura interna degli arredi di alta gamma, svelandone complessità e ingegneria. A Milano, infine, carte da parati dipinte a mano diventano opere digitali immersive: si animano, si scompongono, viaggiano online per raccontare l’origine di un gesto e la poetica di un materiale. Tecnologie diverse, un’unica direzione: mostrare come il digitale possa amplificare – e non sostituire – il valore del saper fare. Un modello che indica la strada per rendere più competitiva la manifattura d’eccellenza italiana nell’era dell’innovazione.

Forse, se oggi Boccioni o Balla camminassero lungo Viale Sarca o negli spazi di MIND, tra edifici-laboratorio e car sharing elettrici che scivolano verso l’ex area Expo, riconoscerebbero quella vibrazione che loro chiamavano “simultaneità”: una città che vive più tempi insieme, e che nel suo continuo protendersi verso il futuro sembra ancora,  ostinatamente, sa stessa.

Anna Franini
Anna Franini
Anna Franini, giornalista di Forbes e il Giornale. Scrive storie di Leadership, Imprenditoria, Innovazione. Intervista fondatori di aziende miliardarie, Premi Nobel, Breakthrough, Academy Awards, Pulitzer, Pritzker.
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