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Perugia, città del cioccolato, dell’acciaio e di una ferrea donna: Luisa Spagnoli

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Con un fatturato pari a 60 miliardi di euro, l’Italia è il secondo Paese europeo per produzione siderurgica, dopo la Germania e prima della Francia. Un comparto messo a dura prova dalla crisi del consumo di acciaio che – si stima – in Italia crescerà dell’1%, contro il 3,6% del 2022. Pesano le vicissitudini dei tre settori industriali che, sommati, rappresentano i due terzi del consumo di acciaio in Europa: costruzioni, automotive e meccanica strumentale.

È Brescia la città italiana che esporta più acciaio, seguita da Udine e Mantova nella top10, in settima posizione, troviamo quindi Terni, cittadina umbra che ha dato i natali a un santo: Valentino, patrono degli innamorati.

La siderurgia umbra…

Proprio a Terni l’imprenditore veneto Vincenzo Stefano Breda fondava, nel marzo 1884, la Società Alti Forni Fonderie e Acciaierie di Terni (Saffat), avviando così la prima grande industria siderurgica italiana. Tempo due mesi e Saffat, oggi Ast (Acciai Speciali Terni), iniziava a produrre rotaie: si era infatti dotata di cinque forni Martin-Siemens che fecero dell’azienda la più avanzata tecnologicamente in Italia. Era poi un crescendo. Si va dalle medaglie all’Esposizione Universale di Parigi a una produzione triplicata grazie o a causa (dipende dalla prospettiva) della Grande Guerra; diventato un complesso polisettoriale elettrico-siderurgico-chimico tornava ad operare per un conflitto, questa volta il secondo mondiale, poi cadde quindi risorse negli anni Cinquanta.

La storia di Luisa Spagnoli

La signora Spagnoli, signora del cioccolato e dell’angora, percorse una strada in salita come quelle che disegnano la sua Perugia. Figlia di un pescivendolo, nel 1901 col marito Annibale fondava la confetteria Spagnoli facendo lei stessa i confetti, tempo pochi anni e in collaborazione con la ricca famiglia Buitoni lanciava la Perugina oggi nella costellazione Nestlé. A lei si deve la creazione del Bacio, l’iconico cioccolatino, e il cambio di rotta aziendale durante il primo conflitto, quando sostituì gli uomini chiamati al fronte con le mogli e sorelle rispondendo al divieto di produrre dolci con la creazione di barrette energetiche di cioccolato per i soldati in trincea. La produzione decuplicava. Buitoni rilevava l’azienda con grande rammarico di Annibale, che abbandonava il cda, mentre Luisa procedette continuamente. Anche per questo Perugia ospita il Festival del cioccolato, che si tiene ogni anno dal 1994.

Poi altra scintilla. Grazie a un viaggio a Parigi, intuì che dai conigli d’angora avrebbe potuto ricavare pregiata lana da filato soprattutto se il pelo fosse stato pettinato con spazzole speciali, queste introdotte dal figlio Mario. Nasceva l’azienda “Angora Spagnoli” poi il marchio tuttora sinonimo di eleganza al femminile. Perugia è poi sinonimo di cashmere con zenit in Brunello Cucinelli.

Il resto dell’articolo: qui.

Anna Franini
Anna Franini, giornalista di Forbes e il Giornale. Scrive storie di Leadership, Imprenditoria, Innovazione. Intervista fondatori di aziende miliardarie, Premi Nobel, Breakthrough, Academy Awards, Pulitzer, Pritzker.
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