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La Sicilia sostenibile

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Ragusa brilla in una regione impegnata ad abbracciare la transizione ecologica e l’economia verde. Con  36.630 imprese la Sicilia è infatti in settima posizione  nella graduatoria nazionale per numero di aziende eco-investitrici. Lo ricorda l’ultimo rapporto di Fondazione Symbola e Unioncamere redatto in collaborazione con il centro studi Tagliacarne. Nell’ultimo anno in Sicilia sono stati siglati oltre 84mila contratti di lavoro legati alla sostenibilità del pianeta, numero quadruplicato rispetto al 2019.

Quali le professioni verdi?

Si va dai progettisti di sistemi di gestione ambientale agli architetti paesaggisti, da esperti in etichettatura ambientale degli imballaggi a startupper di imprese che stanno realizzando tessuti da scarti alimentari, integratori preparati con gli estratti di aloe coltivata in Sicilia, fino ai vasetti di creme per viso fatti con i residui della pietra lavica dell’Etna.

E’ nata nove anni fa Orange Fiber, marchio di Catania che identifica i prodotti realizzati con i filati e i tessuti nati dagli scarti degli agrumi, per la precisione dal “pastazzo”, ciò che resta dopo la produzione di succo di agrumi che è poi il 60% circa del peso del frutto fresco. E così l’arancia, quasi un’ossessione di Elio Vittorini che riempie interi capitoli di Conversazione in Sicilia, è diventata per Enrica Arena, cofondatrice e Ceo, la leva per far decollare un’impresa che oggi opera con le grandi firme della moda, Salvatore Ferragamo in testa, quindi Marinella, H&M.

Ed è un’altra icona siciliana, il limone, ad aver acceso la scintilla di Navhetec, impresa nata 2016 come spin off dell’università di Palermo. Opera nel settore della nutraceutica ricavando integratori e nutraceutici dagli scarti di lavorazione del limone. La tecnologia della startup si è sposata con la tradizione dell’Agrumaria Corleone spa, storico marchio che da quattro generazioni produce succhi ed essenze. Tra i fiori all’occhiello c’è citraVes, il primo prototipo per la prevenzione delle malattie cardiovascolari, sono in fieri gli studi su altre nanostrutture di origine vegetale per future applicazioni.

Rinascita (?)

Un fiorire di imprese che fa pensare a una nuova era (e se fosse la rinascita?) di un’isola che ti riempie di colori e profumi però fino ad oggi trasformati in impresa da chi siculo non è; la mente va a Ortigia, azienda di essenze e profumi lanciata dall’inglese Sue Townsend e operativa a Firenze. Finalmente, ora, un cambio di passo.

Palermo con 8.039 imprese e Catania con 7.336 sono le città siciliane con più realtà che abbiano investito in tecnologia, Ragusa ne conta 2.979 ma con una popolazione che è un terzo rispetto alle altre due province. Del resto, Ragusa ambisce a diventare uno dei poli di riferimento italiano per l’agroalimentare altamente tecnologico. E per questo ha attivato il corso di laurea in Management delle imprese per l’economia sostenibile. Congiuntamente, su spinta del Pnrr per il Sud, sta prendendo corpo anche il progetto da 10 milioni di euro Greentech Mediterranean Innovation Hub, polo realizzato da un partenariato guidato da Banca agricola popolare di Ragusa (Bapr), responsabile di progetto, che gestirà l’hub attraverso la sua società Benefit e l’università di Catania. Il progetto nasce con l’obiettivo di favorire l’incontro tra capitale umano e fabbisogni delle imprese e di contrastare la migrazione di capitale umano altamente qualificato, coinvolgendo i giovani.

Perché Ragusa seduce e meraviglia ma ancora troppi giovani ragusani l’abbandonano per costruire altrove il proprio futuro. Intriga questa perla del Barocco, cresciuta su tre colline separate da profonde vallate, collegata da tre ponti e con due centri: in basso l’antica Ibla e in alto la Ragusa ricostruita dopo il terremoto del 1693, il sisma che mise in ginocchio l’intera Val di Noto. Ovunque eccessi, rapimenti, teatralità e turbamento, spazi che rompono gli argini. Ammagliano le facciate delle chiese e lo sfarzo degli elementi decorativi dei palazzi gattopardeschi. Tutto è teatro in questa cittadina dove percepisci uno spirito imprenditoriale sconosciuto ad altre aree dell’Isola. Passeggi per le vie, ti soffermi ad ammirare uno scorcio, spunta una signora che con squisita gentilezza ti illustra fatti e antefatti del luogo. Finale con apertura di una porcina che immette nella  bottega di ricamo, l’acquisto di mercanzia è ormai dovuto. 

E’ soprattutto l’agricoltura ragusana ad abbracciare la svolta digitale.

Un esempio di tecnologia al servizio dell’agricoltura l’abbiamo a Chiaramonte Gulfi  nelle serre di Andrea Angilletti dove è  stato installato un sistema di monitoraggio e programmazione dell’attività  che sfrutta il sistema LoRaWAN, tecnologia di radio wireless operativa anche in assenza di copertura internet o rete elettrica. Da remoto, Angilletti può regolare e controllare il grado di temperatura e di areazione, lo stato di irrigazione ed irrorazione delle piante tramite il sistema di sensori Lualtek, impresa ragusana lanciata nel 2021 da Luca e Alessio Occhipinti. Con Lualtek è possibile controllare e avere lo storico dei valori vitali della coltura,  leggere e analizzare i dati così da poter individuare i fattori di rischio e le situazioni che potrebbero favorire agenti patogeni o malattie come peronospora, tuta absoluta, oidio e botrite. Gli attuatori Lualtek automatizzano ogni azione che richieda accensione e spegnimento, dall’apertura dei portelloni all’avvio dell’irrigazione. E’ stato dimostrato che l’algoritmo messo in campo dai due fratelli Occhipinti abbia ottimizzato la produzione, riducendo i consumi di acqua, energia e fertilizzanti con un taglio del 15% di consumo elettrico e un -40% di consumo d’acqua.

Sempre nel ragusano ha preso corpo Elettrosystem attiva da subito, quindi dal 1991, nella ricerca di soluzioni tecnologiche per l’automazione agricola e industriale, un processo di crescita che l’ha condotta a diventare partner ufficiale Zucchetti. Elettrosystem continua il suo impegno per aiutare le aziende ad entrare nell’era dell’informatica, dell’automazione, dell’intelligenza artificiale e del Data-driven decision making.

Anna Franini
Anna Franini, giornalista di Forbes e il Giornale. Scrive storie di Leadership, Imprenditoria, Innovazione. Intervista fondatori di aziende miliardarie, Premi Nobel, Breakthrough, Academy Awards, Pulitzer, Pritzker.
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